Museo


La chiusura delle miniere nel 1964 ha determinato la fine di un ciclo produttivo e socio-economico durato venti secoli. L’esigenza di trasmettere alle generazioni future questo enorme  patrimonio culturale ha fatto sorgere l’idea di un museo.

La donazione spontanea di documenti, fotografie, attrezzi e minerali ha indotto il comune di Brosso a  reperire un sito idoneo alla loro collocazione  espositiva permanente.

 

Reperti particolarmente significativi sono: i registri paga  di circa un secolo lavorativo, libretti di lavoro, libretti di appartenenza alla Società di Mutuo Soccorso e lo Statuto  originale della medesima datato 1894; una raccolta  di attrezzi per l’estrazione del minerale, quali lanterne, ferri mina, mazze e martelli, carrello per il trasporto del materiale; un vasto campionario di minerali; una ricca documentazione fotografica e una serie di planimetrie di piani di coltivazione della miniera.  Tutti i reperti sono stati classificati e catalogati da volontari.

 

Attualmente il museo trova collocazione in una tipica casa canavesana denominata “Casa Martolo” Sono definiti cinque settori espositivi:

- il luogo ( cartografia e fotografie )

- l’uomo ( fotografie )

- la storia ( documenti )

- la materia ( minerali )

- l’attrezzatura ( arnesi da lavoro di varie epoche )

 

Di particolare interesse è la visita ai siti metallurgici localizzati lungo la sponda sinistra del torrente Assa: si possono osservare le testimonianze della tecnologia del BASSO FUOCO, conosciuta con il termine “alla BROSSASCA”.

Sono visibili numerose fornaci di arrostimento, laghi di lavatura, fucine e pestelli meccanici che permettevano di ottenere, con un particolare procedimento, ferro senza passare dalla fusione della ghisa.

I visitatori seguono lo stesso tragitto compiuto, per secoli, dai locali minatori e mastri ferrai e si trovano calati in una realtà rimasta immutata nel tempo.